Corso di Storia dell'Informatica, progetti didattici

STI 615AA INF/01 6CFU 42h Laurea in Informatica Umanistica
a.a. 2016/17, I semestre, Università di Pisa
Docente: Giovanni A. Cignoni (ric. me 16-18, su appuntamento)


Raccontare l'informatica e la sua storia

Come si racconta la Storia dell'Informatica?
L'informatica incuriosisce, interessa ma è un argomento vasto, articolato e complesso, denso di dettagli tecnici.
In poche parole, l'informatica è difficile da raccontare al grande pubblico.
La prospettiva storica, aggiungendo la dimensione temporale, complica ulteriormente il compito.
Per un Museo del settore il rischio di semplificare e banalizzare è sempre in agguato: è una scorciatoia facile, favorita dalla constatazione che la ricchezza di dettagli disorienta e annoia il semplice interessato.
D'altra parte, essere parchi di approfondimenti scontenta l'appassionato.

Il progetto didattico di STI chiede di cimentarsi nel racconto di un argomento di storia dell'informatica soddisfacendo sia i requisiti di accessibilità che di approfondimento.
Lo studente deve proporre un argomento e svolgerlo a due livelli di dettaglio: un percorso di scoperta veloce e accessibile e delle schede di approfondimento sui protagonisti del racconto, macchine, persone, aziende...

La formula dei progetti didattici è legata a CHKB e al Museo degli Strumenti per il Calcolo.
Fra gli obiettivi di CHKB ci sono meccanismi di presentazione che permettono di costruire percorsi di storia dell'informatica fruibili via web, accessibili a un pubblico ampio, ma capaci di invitare sia ad allargare i temi, sfruttando gli incroci fra i percorsi, sia ad approfondirli navigando in profondità la base di conoscenza di CHKB.
La collezione del Museo è fonte inesauribile di ispirazione; le schede di approfondimento, quando trattano di pezzi conservati al Museo, sono in pratica schede di catalogo: la loro redazione avvicina lo studente a una tipica attività storico-museale.

In pratica

Come ogni progetto che si rispetti, anche quello didattico deve passare per una proposta.
La proposta di progetto è un documento da inviare al docente (una pagina, per e-mail, in formato pdf) dove sono specificati:

Fra parentesi sono indicate le battute, max o min-max, spazi inclusi.
Il sommario, oltre a delineare l'argomento, la prospettiva con la quale sarà trattato e l'obiettivo in termini di narrazione storico-tecnologica, deve indicare i principali protagonisti del percorso, se possibile includendo anche qualche pezzo conservato al Museo (anche non esposti). In caso di potenziale sovrapposizione con progetti già realizzati, devono essere indicati gli elementi di differenza.
Le proposte possono essere sottomesse e discusse in qualsiasi momento, ma una certa conoscenza dei contenuti del corso è necessaria, indipendentemente dall'averlo frequentato o meno.

Una volta approvato, il progetto produce due documenti da inviare al docente prima dell'orale (presentazioni, per e-mail, in pdf):

Le schede sono, appunto, schede, non sono capitoli di un libro di storia dell'informatica. Attinenza all'oggetto e concisione sono buone qualità (1000-1500 battute). Dal punto di vista dell'esame è un esercizio di scelta e di riassunto oltre che di competenza sull'argomento. Per lo stesso motivo è opportuno strutturare il più possibile le informazioni di una scheda in campi semantici, definendo e mantenendo la stessa organizzazione per tutte le schede dello stesso tipo.

Il numero di schede complessivo dipende da quanti "oggetti" sono toccati dal percorso: idealmente le schede dovrebbero coprire tutti i modelli, le aziende e le persone citate nel percorso. Se c'è opportunità e convenienza di aggiungere schede di qualche pezzo del Museo, è un contributo apprezzato alla catalogazione della collezione.

Come diffusione della Storia dell'Informatica e come riferimento per i prossimi studenti, è auspicabile poter pubblicare i progetti su questa pagina. A tale scopo, i PDF dovrebbero avere, oltre al nome dell'autore, un riferimento alla pagina web del corso e al progetto HMR nonché una licenza appropriata (e.g. CC by-nc-nd).

Per ragioni pratiche, oltre all'invio per e-mail, all'orale è meglio portare una copia di tutti e tre i documenti anche su chiavetta USB (per non dipendere dalla rete) e una stampa (anche con più pagine sullo stesso foglio per risparmiare carta) che serve al docente per prendere appunti per la discussione del lavoro.

Nota su CHKB

Se lo studente è interessato può usare CHKB come piattaforma tecnologica per la realizzazione del progetto didattico. Tuttavia, prendere confidenza con lo strumento comporta un certo impegno aggiuntivo. Inoltre, essendo CHKB al momento un prototipo, il suo uso può essere complicato da bachi e funzionalità incomplete.

Attività di sviluppo software su CHKB non sono appropriate come progetti didattici per il Corso di Storia dell'Informatica, ma possono essere oggetto di altre attività curriculari come tirocini e tesi.

I progetti già realizzati

A.a. 2015/16